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Itinerari religiosi

Il Gargano è una terra “sacra” per vocazione ed eccellenza, fin dai tempi più remoti: l’asperità di grotte e monti, la pace di boschi e vallate sono state testimoni dì eventi che hanno influenzato la vita dei popoli di mezza Europa.

Su 29 santuari “ufficiali” quelli dedicati alla Madonna sono ben 23: è vero che il più importante santuario di questa terra è intitolato a San Michele e che a San Giovanni Rotondo l’interesse dei pellegrini si è indirizzato da tempo verso la tomba di un umile frate cappuccino santificato, Padre Pio, ma i santuari mariani sono capillarmente e uniformemente i più diffusi.

La devozione alla Madonna è l’elemento base della spiritualità delle popolazioni daune, giacché la storia di alcuni santuari mariani si identifica con la storia della città stessa e la vita delle popolazioni viene scandita dalla sequenza delle feste mariane.

Ad esaltare la religiosità sul Gargano non è solo il misticismo, ma la meraviglia suscitata dai vari luoghi di culto, circondati da paesaggi di straordinaria bellezza.

Abbazia di S. Maria di Pulsano, Monte Sant’Angelo

Sorge in uno scenario di selvaggia e sconvolgente bellezza, per la presenza di numerose grotte un tempo usate come rifugio ed eremitaggio. Con le sue pareti rocciose a strapiombo, costituisce il volto aspro e fascinoso della montagna sacra garganica, terra di pellegrini e di santi, dove la tradizione vuole che sia passato anche San Francesco d’Assisi. Sino al 1966 la chiesa di Pulsano custodiva la veneratissima antica icona della Madonna con Bambino, in seguito scomparsa e mai più recuperata, raffigurante la Vergine Odegitria affiancata da angeli ed accompagnata in basso dalla figurina del committente. Oggi, dopo anni di degrado e di abbandono, il complesso sta per tornare a risplendere grazie ad un accurato restauro delle strutture che consentirà una migliore accoglienza di tutti quei pellegrini che non hanno mai smesso di cercare la protezione della Madonna in questo luogo

Santuario di San Michele , Monte Sant’Angelo

Le tre apparizioni dell’Arcangelo Michele al vescovo sipontino Lorenzo Maiorano (collocate tradizionalmente nel 490, 492 e 493) inaugurarono la nuova era spirituale del Gargano attraverso la consacrazione a San Michele, della grotta sulla quale sorge l’omonimo santuario, destinato a diventare ben presto un polo d’attrazione per fedeli e pellegrini provenienti da tutto il mondo. Una quarta apparizione all’Arcivescovo Alfonso Puccinelli liberò il Gargano dalla piaga della peste nel 1656. Oggi i moderni pellegrini, senza che il fascino di una simile esperienza abbia risentito del cambiamento dei tempi, accedono alla grotta dell’Arcangelo attraverso una lunga scalinata in discesa che, insieme alla stessa città di Monte Sant’Angelo, conserva immutata la magica atmosfera che le annovera tra i più suggestivi luoghi “speciali” del Gargano.

Grotta di San Michele , Cagnano Varano

Indicata dalla tradizione come contemporanea a quella più famosa di Monte Sant’Angelo, cui si richiama anche nell’aspetto, presenta un altare di fondo accanto al quale si trova un “pozzillo” alimentato da un’acqua ritenuta miracolosa che stilla goccia a goccia dalle rocce, mentre sulla parete al di sopra di esso la devozione popolare ha identificato l’impronta dell’ala dell’Arcangelo e più in là quella dello zoccolo del suo cavallo che qui si sarebbe abbeverato durante una sosta sulla via per Monte Sant’Angelo. Numerosi graffiti nella grotta segnalano anche il passaggio dei pellegrini, le cui tracce si celano dietro il complesso simbolismo delle impronte di piedi e mani, raffigurazione emblematica del viaggio penitenziale.

Santuario di S. Maria delle Grazie , San Giovanni Rotondo

Il convento di Santa Maria delle Grazie a San Giovanni Rotondo fu fondato nel 1540 dai frati Cappuccini. Nel 1916 arrivò qui un umile e giovane frate dalla salute cagionevole di nome Padre Pio da Petrelcina, che vi rimase per 52 anni, fino alla sua morte, trasformando i luoghi e gli uomini che beneficiarono della sua azione. Venerato come frate taumaturgo, padre Pio fu una personalità carismatica nella cui “santità essenzialmente profetica si è riprodotto l’antico mito della montagna sacra”. La sua grandiosa opera di assistenza spirituale venne consacrata dalla stigmatizzazione, avvenuta il 20 settembre 1918 nella chiesetta di S. Maria delle Grazie. Il cuore del santuario, nonostante le grandiose opere costruite intorno, resta ancora proprio questa piccola chiesa, semplice e dimessa, dove ancora si avverte la presenza di padre Pio. Il santuario si è dotato di strutture in grado di gestire un’affluenza di diversi milioni di pellegrini (se ne registrano circa 6 milioni all’anno); sulle pendici del monte Castellano è stata tracciata una Via Crucis le cui stazioni sono segnate dalle meravigliose sculture di Francesco Messina; ed è in costruzione – su progetto di Renzo, Piano – un maestoso tempio per 37000 fedeli, una grande chiesa, grande come nei sogni dello stesso Padre Pio.

``La fede e la ragione sono come le due ali con le quali lo spiritoumano s'innalza verso la contemplazione della verità.``, Papa Giovanni Paolo II

Convento di San Matteo , San Marco in Lamis

Domina una zona letteralmente costellata di grotte e santuari, a testimonianza della radicata vocazione della montagna sacra e sarebbe sorto intorno al VI secolo con l’intitolazione a S. Giovanni Battista divenendo presto un importante centro benedettino. Furono probabilmente i Francescani, subentrati nel convento nella seconda metà del Cinquecento, a mutarne la dedicazione perché in possesso di una miracolosa reliquia (un dente) attribuito a san Matteo. In questi ultimi decenni accanto all’accoglienza dei pellegrini si è sviluppata anche un’intensa attività culturale con l’apertura di una grande biblioteca e di un museo, accompagnata da iniziative di ricerca e di divulgazione, pubblicazioni, concerti. Non mancano i risvolti naturalistici, che vedono il convento inserito nel Parco Nazionale del Gargano non solo per la sua ubicazione ma anche per le ricche e numerose specie botaniche del circondario, per l’ampiezza degli orizzonti e per la varietà del suo paesaggio mantenutosi sostanzialmente intatto.

Cattedrale dell’Assunta , Vieste

Edificata nel centro dell’area più alta della città medioevale, poco al di sotto del castello, è una delle chiese più antiche di stile romanico della Puglia e venne eretta nel secolo XI. Oggi nella cattedrale è custodita la bellissima statua lignea della Madonna di Santa Maria di Merino che il 9 maggio di ogni anno viene festeggiata da tutto il paese con grande devozione e portata a spalla in un’interminabile processione. La tradizione vuole che questa statua sia stata trovata sulla spiaggia di Merino, dove i fedeli fecero costruire una chiesa in suo onore. Ma avendo la statua il dono di proteggere il luogo dalle continue incursioni, il popolo decise di custodirla nella Cattedrale, come la più preziosa delle reliquie. Ogni 9 di maggio, l’icona viene riportata in processione fino al luogo del suo ritrovamento.

Chiesa-Convento di San Francesco, Vieste

Sorge all’estrema punta dell’omonimo promontorio, ossia nella zona in cui il paese più si protrae nel mare Adriatico. Questo fa sì che la chiesa sia visibile dalla maggior parte dei luoghi limitrofi, sia da terra che da mare e proprio per la stessa ragione, durante il periodo delle incursioni saracene, venne inglobata nelle mura difensive della città, visibili ancor oggi. La chiesa ha tre dei suoi lati circondati dal mare, mentre il quarto lato, sul quale si apre la facciata, è rivolto verso il borgo antico. Il manufatto risale circa al 1438, ma a quel tempo, era denominato Chiesa di Santa Caterina ed ospitava un Monastero purtroppo distrutto ed incendiato durante l’invasione di Dragut Rais. Nel Seicento, sulle sue rovine, fu ricostruito dai Frati Conventuali l’attuale complesso.

Chiesa di S. Maria di Siponto, Manfredonia

ritenuta l’antica cattedrale di uno dei principali porti della Puglia settentrionale in epoca paleocristiana e medievale, la chiesa fu eretta agli inizi dell’XI secolo nelle forme tipiche del romanico pugliese. Adiacenti all’edificio sono tuttora visibili i resti di una precedente basilica paleocristiana, i cui resti di pavimento a mosaico sono stati ascritti al IV secolo.

Abbazia di San Leonardo, Manfredonia

Lungo la via dei pellegrini diretti verso il Gargano sorgevano alcuni conventi, ospizi ed ospedali funzionali all’accoglienza, all’ospitalità ed alla cura di tale moltitudine di persone. Tra i tanti di cui si è persa ogni traccia, ne sopravvive uno, a pochi chilometri da Manfredonia, detto di S. Leonardo in Lama Volara: il suo aspetto attuale risale prevalentemente al XIII secolo e a questo stesso periodo risale soprattutto la decorazione esterna, con il fastoso portale del fianco meridionale su cui è raffigurato San Michele che trafigge il drago.

Santuario della Madonna di Loreto , Peschici

Grande quanto una grossa barca, a due chilometri da Peschici sorge il piccolo santuario della Madonna di Loreto, che un gruppo di pescatori del luogo decise di costruire in una notte di tempesta. La chiesa è arricchita da una serie di singolari ex voto, tutti modellini di navi e velieri di ogni genere, materiale e dimensione, alcuni dei quali sospesi a mezz’aria davanti all’altare. Altri ex voto sono costituiti da remi ed altri attrezzi marinari. La festa si celebra il secondo lunedì dopo Pasqua.

Santuario di Maria SS. Della Libera, Rodi Garganico

Come molti altri santuari, anche questo viene collegato dalla tradizione ad un’immagine sacra (sottratta a Costantinopoli nel 1453 e portata in salvo dai Veneziani) e all’ espressa volontà della Madonna di fondare in un preciso luogo l’edificio di culto a lei dedicato: ecco perché “Madonna della Libera”, ovvero libera di risiedere dove preferiva, scendendo dalla nave veneziana e mostrandosi ai Rodiani, che edificarono una chiesa esattamente sulla roccia su cui venne appoggiato il quadro. Il 2 luglio di ogni anno l’approdo “libero” della Madonna viene rievocato con una messa solenne e con una processione per le vie del paese, durante la quale il quadro viene portato a spalla da muratori, pescatori e marinai che precedentemente si sono assicurati questo privilegio. È proprio la gente di mare ad essere particolarmente devota alla Madonna della Libera, come si può osservare anche nelle superstiti tavolette votive custodite nel santuario, buona parte delle quali ha per soggetto un naufragio.

Abbazia di Santa Maria di Kàlena , Peschici

Si tratta di un complesso architettonico in stile romanico che originariamente venne retto dai padri benedettini e presenta due chiese intitolate alla Madonna delle Grazie. Fonti scritte attestano la sua esistenza già nell’XI secolo e dopo un periodo di prosperità, l’Abbazia cominciò a decadere nella seconda metà del Quattrocento. Ad oggi dell’Abbazia rimangono per lo più le mura di cinta, ciò che resta del chiostro, la fontana con il pozzo del 1561, i dormitori e le due chiese, a una delle quali manca la copertura, mettendo in evidenza capitelli ed affreschi che le intemperie e l’umidità stanno purtroppo lentamente cancellando. Attualmente l’Abbazia è sempre chiusa al pubblico, ad eccezione dell’8 settembre, quando la popolazione organizza e celebra una processione detta “cammino verso Kàlena” con recita del Santo Rosario nei pressi di questo luogo sacro.  La leggenda narra che in quel luogo vi sia custodito il tesoro di Barbarossa, un ammiraglio turco diretto verso la grotta dell’Angelo che, durante il suo cammino, fece una sosta proprio presso l’Abbazia per seppellire la figlia ammalatasi durante il viaggio e, nella cripta, depose un vitello d’oro in onore e memoria della ragazza.

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